Nella giornata di lunedì 17 maggio, in collaborazione con l'ente gestore dell'area marina protetta di Portofino, abbiamo effettuato la prima immersione di un progetto finalizzato alla rimozione degli attrezzi da pesca che durante gli anni sono andati perduti nei fondali della riserva. Gli obiettivi principali del progetto sono tre : 1. bonifica dei fondali della zona B della riserva da 0 ai 60 metri di profondità; 2. individuazione delle aree con la maggior intensità di oggetti da pesca abbandonati e conseguente monitoraggio per lo studio dell'impatto ambientale provocato dalla pesca sportiva e professionale nell'area marina protetta ; 3. Documentazione video e fotografica.
Il progetto nasce dalle numerose segnalazioni effettuate dal nostro centro agli organi responsabili della tutela dell'ambiente marino. Le aree più colpite che richiedono un intervento urgente sono quelle più profonde, oltre i 40 metri, dove il fondale presenta imponenti pareti e secche che si ergono verso la superficie e che più facilmente rappresentano un punto d'incaglio. Queste zone si trovano principalmente in prossimità delle punte che delimitano le innumerevoli calette e piccole insenature del Promontorio di Portofino.